Ampliamento della facoltà di architettura, Università Laval, Quebéc, Canada.

Relazione.

Il progetto ha preso l'avvio dal riconoscimento di quello che è tema centrale del brief: progettare il patrimonio esistente. Questa realtà è quella risultante da 350 anni di evoluzione, che ha sortito un vero e proprio “palinsesto architettonico”.

E' singolare come una struttura così complessa è così fortemente connotata sia diventata proprio sede della facoltà di architettura, il luogo deputato a interpretare e innovare la cultura dello spazio antropizzato.

A partire da queste proposizioni, i punti focali del progetto sono:

Dallo spazio dell'introversione a quello dell'inclusione: l' entrata principale è oggi sbarrata dall'imponente storico cancello in ferro. Il gesto di togliere il cancello, mantenendone a memoria i pilastri, come segno evocativo di un limite che si è rimosso, equivale ad aprire l'università alla città.

Ricucire lo spazio: la corte principale e i giardini retrostanti, l'università e il polo museale, le variazioni di livello del sito, sono tutti elementi che oggi si percepiscono a se stanti, un insieme di macroframmenti ambientali, unitari nelle percezione in pianta ma discontinui nella reale possibilità di fruizione.

Nel progetto due sono le strutture vogliono costruire continuità : l'edificio dell'auditorium/spazi polifunzionale e la serra.

Il primo utilizza il dislivello tra la corte dell'università e quella del Musèe de l'Amerique Française per disegnare mediante la curva di un imponente muro inclinato in pietra un percorso esterno ed interno che ha il suo snodo nel nuovo sistema distributivo verticale nella torre nord.

La serra è un giardino d'inverno che raccorda il fronte dell'edificio con i giardini, ridisegnati, mediante una passaggio nel verde atrrezzato.

L'ingresso vetrina: la nuova entrata principale al complesso è costituita da un corpo lineare che delimita con un segno netto lo spazio della storia (la corte) da quello della contemporaneità (l'auditorium). Questa galleria vetrata, ombreggiata da pannelli in acciaio corten traforati con motivi a foglie, è anche spazio espositivo, di mostre che a rotazione testimoniano i lavori e la didattica della facoltà.