Progetta la nuova casa per la mia terza età.

Concorso di idee promosso da AIPI, Associazione Italiana Progettisti d'Interni, Milano 2012.

 

Come scrive M.A. Boschetti nel saggio “Reflections on Home: implication for housing design for elderly person” (Housing and Society, 1990), la stretta connessione tra spazio abitativo (composto di luoghi e oggetti) e consapevolezza di se stessi, diventa centrale nella vita degli anziani.

Trasferirsi in un nuovo spazio presuppone quindi anche la costruzione di una nuova identità, venendo a mancare tutti quegli appigli spaziali che contribuiscono a rassicurare, a delimitare il “privato” dal “pubblico”.

Partendo da questi presupposti ho cercato di individuare alcuni aspetti negativi, propri di chi si trovi in uno stato di fragilità psico-fisica:

Ansia, apatia, sensazione di essere vulnerabile e inadeguato, isolamento.

Successivamente ho individuato alcuni possibili rimedi ( rilassamento, curiosità,comfort, partecipazione e conoscenze) trasferendoli poi all'ambito spaziale, rimanendo il più possibile nei vincoli del concorso, e tradendone consapevolmente alcuni.

Il vincolo che mi sono imposta di rispettare riguarda principalmente il numero di ospiti, che sono rimasti quindi ventiquattro.

Ventiquattro persone, difficilmente riconducibili ad un gruppo omogeneo, costretti alla coabitazione: per questo ho voluto approcciare il più possibile il mio progetto alle linee di un design dinamico:

alcuni studi hanno evidenziato infatti come oggi le persone anziane da una parte vogliono accedere alla stessa quantità di cose dei più giovani e come dall'altra abbiano difficoltà ad identificarsi come gruppo (in particolare studio condotto dalla Lund University, Svezia, dal titolo “Eldery people and design”).

 

As he writes MA Boschetti in the essay “Reflections on Home: implication for housing design for elderly person” (Housing and Society, 1990) the close connection between the living conditions and self-awareness becomes a central point in the elderly's life.

Moving into a new space also requires the construction of a new identity, without all these grips that help to reassure space, to define the “private” from “public”.

On this assumptions I have tried to identify some negative aspects, specifically for those who are physically and mentally frail: anxiety, apathy, feelings of vulnerability and inadequacy, isolation.

Then I found some possible remedies (relax, comfort, partecipation and knowledge) transferring them in the space, respecting as much as possible the constraints of the competition, and betraying consciously some others.

First the constraint that I imposed myself to respect concerned with the number of guests (24).

Twentyfour people, hardly referable to an homogeneous group, forced to cohabitation,s o I wanted to approach my project to the lines of a dynamic design. In fact some studies have shown that today the older people want to access to the same things of the younger and also have difficulties in identifying themselves as a group (reference:”elderly people and Design”,Lund. University,Sweden).