Con la Convenzione UNESCO del 2003 sulla salvaguardia del Ptrimonio Culturale Immateriale si sono aperte nuove prospettive di ricerca sulla raccolta di dati concernenti 'saperi' tradizionali ma ancora vitali e la loro trasmissione, mediante modalità innovative. Un campo stimolante anche per chi, come me si occupa di valorizzazione e comunicazione dei beni culturali, e che offre la possibilità di rivedere e interrogarsi su concetti fondamentali quali "cultura", "conservazione", "autenticità".

Per mia fortuna ho avuto l'occasione di fare ricerca sul campo con il progetto E.Ch.I., di cui riporto di seguito una breve presentazione.

 

"Cos'è il progetto E.CH.I:

 

lungo tutta la loro estensione, le Alpi, cerniera d’Europa, ospitano popolazioni molto diverse per storia, lingua,economia, organizzazione giuridica e appartenenza amministrativa.

Malgrado le differenze, tutte queste popolazioni condividono la convinzione di fare parte di una stessa grande famiglia legata da quel potente cemento che e talvolta chiamato “alpinità”.

Le diverse comunità hanno saputo conservare fino ai nostri giorni una parte consistente dell’eredita culturale propria di ognuna; spesso sottovalutato e trascurato dalle culture ufficiali, questo patrimonio rischia ormai di dissolversi rapidamente.

Al fine di esplorare quest’universo poco conosciuto, di radunarne le parole, i racconti e leggende, i canti, i saperi e le credenze, i rituali e le feste; al fine di organizzarne le conoscenze, per studiarlo e restituirlo al meglio alle popolazioni che l’hanno coltivato per secoli e di proporlo ai cittadini del mondo, le istituzioni pubbliche delle regioni che si spartiscono i territori transfrontalieri delle Alpi centrali, tra Aoste/Aosta e Bozen/Bolzano (Valle d’Aosta, Cantone Vallese, Piemonte, Cantone Ticino, Lombardia, Grigioni e Sud-Tirolo), hanno unito competenze, mezzi, esperienze, sensibilità ed entusiasmo per realizzare, finalmente, il progetto “E.CH.I. - Etnografie italo-svizzere per la valorizzazione del patrimonio immateriale dell’area transfrontaliera”.

 

Il progetto E.CH.I in Val San Giacomo:

all'interno del progetto E.CH.I. si sono individuati i territori lungo la direttrice della Via Spluga come significativi per compiere una ricerca sul campo dei saperi tradizionali, ricerca volta anche a completare e integrare un panorama in parte già noto e raccolto nell’archivio del “Consorzio Frazioni e Acero” con sede in Campodolcino (SO), ideatore e gestore di MuViS (Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo dal 2007).

I saperi individuati sono 'sapere tecnici' (lavorazione della pietra e del legno, i lavoro nelle mascalcie, la preparazione del 'violino di capra' e della magnocca, la cardatura e la filatura), 'saperi naturalistici' ( l'utilizzo delle erbe di montagna, le coltivazioni tipiche) e una sezione legata alla lingua locale, il Brì.

 

Chi siamo.

Promotore della ricerca è la Regione Lombardia.

I partner di ricerca sono il Dipartimento di Progettazione Architettonica del Politecnico di Milano e il Mu.Vi.S. Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo."

 

http://www.intangiblesearch.eu