Valle Spluga Ecomuseo (SO)

La "Cà Bardassa" a Fraciscio
La "Cà Bardassa" a Fraciscio

Valle Spluga Ecomuseo.



Che cos'è un ecomuseo: Gli ecomusei inizialmente, realizzati ben prima che assumessero questa definizione, furono pensati come strumenti per tutelare le tracce delle società rurali e delle culture locali in un momento in cui l'urbanizzazione, le nuove acquisizioni tecnologiche e i conseguenti cambiamenti sociali, rappresentavano un rischio reale di completo oblio di un patrimonio culturale millenario.

Dagli anni '70 il concetto di ecomuseo ha assunto una specificità, soprattutto per il lavoro teorico condotto Hugues de Varine, che all'interno della corrente “Nuova Museologia” ha indicato l' ecomuseo come

...una azione portata avanti da una comunità, a partire dal suo patrimonio, per il suo sviluppo. L’ecomuseo è quindi un progetto sociale, poi ha un contenuto culturale e infine s’appoggia su delle culture popolari e sulle conoscenze scientifiche. Quello che non è: una collezione, una trappola per turisti, una struttura aristocratica, un museo delle belle arti etc.”

Perchè un ecomuseo della val san Giacomo: La valle San Giacomo ( Valle Spluga, val di Giüst), geograficamente è la continuazione della Valchiavenna per terminare dopo circa 30 km., al passo dello Spluga.

Costituita dai tre comuni di Madesimo, Campodolcino e San Giacomo Filippo, ha come dorsale principale il tracciato della via Spluga, antica strada di traffici commerciali .transalpini.

Da qualche anno il Museo della Via Spluga (Mu.Vi.S.) a Campodolcino è attivo nella raccolta, conservazione e valorizzazione dei documenti etnografici, storici e artistici che testimoniano le caratteristiche della zona. Da un paio d'anni si è istituito l'Ecomuseo, che è in procinto di richiedere il suo riconoscimento da parte della regione Lombardia.

Un lavoro lungo e paziente di si propone diversi obbiettivi:

  • recuperare il patrimonio storico-culturale del territorio

  • proporre ai visitatori-fruitori un quadro completo del sistema culturale e sociale di cui i singoli beni sono espressione eloquente ed esauriente

  • migliorare la qualità di vita dei residenti potenziando su scala locale le risorse culturali, turistiche, produttive

  • educare i turisti al rispetto dell’ambiente e delle tradizioni locali

 

DOMINANTI ECOMUSEALI Beni culturali:



  • VIE ANTICHE”: percorsi storici; sentieri (romani, dei Grigioni, napoleonici, austriaci); vie commerciali, passi montani, valichi di frontiera.

  • ARCHEOLOGIA IN VALLE: (reperti archeologici dell’età Mesolitica 10000 a.C. Pian dei Cavalli-Borghetto-Val Febbraro-Isola, Dalò.

  • LUOGHI DEL LAVORO: officine, botteghe, mulini, orti di montagna, pascoli, casere, cave e miniere, centrali idroelettriche).

  • LUOGHI E ARCHITETTURE DELLA QUOTIDIANITÀ: scorci di vita materiale (dalla casa alla strada, dalla parrocchia al municipio, dalla bottega ai campi, dai campi ai pascoli, dai pascoli ai valichi di montagna). Località e borghi storici: San Giacomo e Filippo (Frazioni: Gallivaggio, Sommarovina, Vho, Val d'Avero); Campodolcino (Frazioni: Acero, Corti, Fraciscio, Motta, Pietra, Portarezza, Prestone, Splughetta, Starleggia, Tini); Madesimo (Frazioni: Montespluga, Isola, Pianazzo).

  • ISOLE DELLA FEDE: luoghi (Santuario di Gallivaggio, Guidetti, Montespluga) e percorsi d’arte; monumenti, edifici storici; percorsi della fede (chiese, luoghi di culto, santuari, monasteri.

  • ATTUALIZZAZIONE E RICADUTE: vendita di prodotti enogastronomici (salumi, formaggi, castagne, patate, orzo…), prodotti di erboristeria; sistema dell’ospitalità (case alpine, ristori, rifugi, alpeggi, malghe); itinerari escursionistici (progetto dei Presìdi italiani, Slow Food; via dei Càrden (progetto Interreg Muvis) tra la Val San Giacomo, la Val Mesolcina e la Val Bregaglia); sistema turistico: Chiavenna, Campodolcino, Madesimo (collegamenti con il distretto del Reno).

DOMINANTI ECOMUSEALI Beni immateriali

  • VIE DI TRANSITO: Storie di strada”, SS. 36 dello Spluga (Chiavenna - Spluga – Splugen – Distretto del Reno); case

cantoniere, dogane, locande, alberghi.

  • ISTITUTO DEI “PORTI”: i”Porti”; spedizionieri (“lettere di vettura”; il Corriere di Lindau-Lindò) e organizzazione postale (Poste svizzere-meridiana).

  • TRACCE DELLA MEMORIA: la “Vita della valle”, raccontata dipinta, scolpita (pagine letterarie, scritti vari, dipinti, stampe e vedute, sculture lignee, oggetti in pietra); gli usi e costumi della valle (statuti medievali, diritti e consuetudini, atti consortili); le ricorrenze della festa, i giochi, le storie di spiriti e streghe, il patrimonio linguistico (dialetti).

  • ARTE E TERRITORIO: pittura popolare e colta (cappelle, santelle e pittura murale, ex voto); pittori “transfrontalieri”

  • TESTIMONIANZE DELLA FEDE; credenze e ricorrenze religiose; personaggi della fede: abate Antonio Foppoli; Don Luigi Guanella (processo della consacrazione).

  • SAPERI E MESTIERI della Via dello Spluga: i mestieri minuti dell’artigianato del legno e della pietra; la sopravvivenza alimentare (bresaola, “violino di capra”, formaggi nostrani “Val di Lei”, patate “tartifoi”, orzo, castagne); l’attività molitoria (mulino di Lirone); l’industria turistica, la mobilità su strada (someggiatori, spalòn).

  • SAPORI E GUSTI: la “Grammatica della sopravvivenza”, ricette gastronomiche, percorsi enogastronomici (distillazione delle vinacce), prodotti degli orti botanici (aiuole di montagna), della medicina popolare (fra erbe e sortilegi).

Elenco del patrimonio paesaggistico :

  • SENTIERI, VIE E STRADE STORICHE: valichi (Gola del Cardinello), Valle San Giacomo, Val Febbraro, strada degli Andossi (Madesimo), Galleria (dismessa) dello Stuzzo, strada per Scannabecco, Passo dello Spluga (collegamento con Splugen e il Distretto del Reno).

  • PER “DIRITTO DI SGUARDO”: stampe e vedute paesaggistiche; il “paesaggio” naturale (montagne, valichi, gole…) e antropico (via dei càrden, pascoli, alpeggi, malghe, bacini idroelettrici, dighe…) della “Via Spluga”, Fiume Liro (iselle e giavere), Cimaganda, Piana di Vho.

  • MONUMENTI NATURALI: “Caurga” del Torrente Rabbiosa, Cascate di Starleggia, Rapide della Sancia, Cascata di Pianazzo, Cascate della Val Febbraro: Stavèlon & Stavèl; Lago di Montespluga.

 

N.B. Il seguente documento è in buona parte estratto da un documento preparatorio dell'arch. Edo Bricchetti, che ringrazio.