Historical Hanoi 2013: concorso di Idee per la rivalutazione del Centro Storico di Hanoi.

Dalla Relazione Tecnica _ Illustrativa:

Analizzare le reali problematicità e individuare soluzioni adeguate per una città come Hanoi, profondamente diversa per riferimenti culturali, storici, sociali, e per aspettative future, da una città europea, è operazione rischiosa, anche se stimolante. Rischiosa perché la tentazione di approcciare la questione in maniera prevalentemente efficientista o addirittura magniloquente, propria di molte proposte contemporanee, si affaccia immediatamente nel pensiero del progettista.

Da questa tentazione ho voluto prendere da subito le distanze con una proposta di intervento oggettivamente ‘soft’. La ragione di questa scelta non è dovuta a modestia creativa, ma a una precisa scelta di approccio al problema. L'obiettivo che mi sono posta è quello non di stravolgere l'esistente, ma di armonizzare quanto la stratificazione incontrollata degli interventi precedenti ha prodotto di incongruo sul piano concettuale e di ostico su quello della vivibilità. Senza con questo rinunciare all'ambizione di imprimere un significativo segno architettonico.

Ho dunque lavorato per coniugare la pragmaticità necessaria, intesa come miglioramento del comfort outdoor, con la strategia di "sovrascrivere" una serie di segni reversibili, connessi alle stratificazioni storiche e alle abitudini dei veri protagonisti di un progetto architettonico, cioè le persone che vivono, si muovono, visitano Hanoi.

La commistione di attività, propria della città, non è stata assunta solo come dato di partenza, ma piuttosto come opportunità, e gli interventi proposti mirano a mitigarne gli effetti più problematici, lasciandone inalterate le caratteristiche positive. Per questo, ad esempio, si è scelto un modello di traffico veicolare misto, che non prevede piste ciclabili dedicate ma cerchi di disciplinare e rallentare il traffico motorizzato, sul modello della Fahrradstraße tedesca. Ed è stato possibile inserire alcune aree pedonali senza stravolgere l'attuale assetto di mobilità.

D’altra parte l’oggettivo disordine dei fronti degli edifici, spesso cannibalizzati da un eccessivo e disinvolto utilizzo di insegne pubblicitarie, necessita di un rigoroso controllo che può avvenire solo attraverso linee-guida precise, prescritte dall’amministrazione locale. Nel progetto si danno solo indicazioni di massima, che però vogliono dimostrare come non sia importante intervenire con pesanti operazioni di restyling, ma piuttosto valorizzare l’esistente mediante il restauro e la manutenzione attenta dei singoli edifici.

Non ultimo, il progetto vuole esprimere la volontà di migliorare non solo la funzionalità ma anche la percezione l’estetica degli ambienti esterni urbani, rendendoli fruibili e gradevoli a tutti, mediante alcuni interventi che diventino veri landmark paesaggistici caratteristici di quel quartiere. Un luogo la cui vitalità è rappresentata dalla commistione della sua lunga storia, percepibile non solo negli edifici monumentali ma anche nell’edilizia corrente, in cui si svolgono le tante e spesso contraddittorie attività della contemporaneità.