Concorso di Idee: "Progetto in evoluzione: Giò Ponti e Villa Favorita a Valdagno".

 

Gruppo di progetto: Maria Beatrice Servi, Fulvia Premoli (Capogruppo), Chiara de Camilli.

Relazione

 

Il progetto ingloba le strutture della villa cui sovrappone nuovi spazi, che ampliano l’offerta del maestoso parco con attività ludico-ricreative e culturali da svolgersi al coperto, dando vita a un catturante mix funzionale .

Al volume ipogeo, rudere di un processo interrotto, il progetto conserva quell’immagine esteriore, anzi ne asseconda il carattere infittendo la micro-vegetazione di muschi e licheni di cui il rude-re stesso diviene terreno di coltura. Ma all’interno si rafforza il carattere del parco come ‘sistema per il benessere’, declinandone un nuovo capitolo: la Salus per Aquam (SpA), con vasche e trattamenti per un relax alla portata di tutti, una sorta di rivisitazione europea della civilissima tradizione del hamam, anche incoraggiata dalla termalità della vicina Recoaro.

Il volume soprastante fa da contrappunto all’ipogeo e, pure alludendo al progetto pontiano, sviluppa autonomamente il proprio tema: la transizione tra parco e centro civico ricreativo, in una contemporanea ‘palazzina di delizie’.

I due volumi di cui si compone il padiglione hanno diverse altezze (m.3,30 e m. 5,50) e convergono sul nodo di distribuzione verticale che serve tutti i pia-ni (dal seminterrato alla balconata del primo piano).

 

A parte l’ipogeo dedicato alla spa, necessariamente collocato in uno spazio dedicato, si è progettato un organismo fluido dove le diverse funzioni sono compenetrabili e gestibili con flessibilità. A questo concorre anche l’alto grado di compatibilità tra di esse: la galleria di ingresso è allestita come lounge, collegata con il bar e la ‘sala delle feste’, che consta di un ristorante distribuito su due livelli attorno a un ampio spazio centrale, fungendo anche da platea e balconata per spettacoli e intrattenimenti d’éssai e di piccola dimensione. L’appendice del padiglione verso nord est è destinata a spazio espositivo, apribile sulla terrazza antistante, anch’essa sede di esposizioni in open air, che possono all’occorrenza espandersi nelle immediate pertinenze del parco. Qui, un gruppo di alti alberi cresciuti dal seminterrato viene assunto come uno dei vincoli di progetto e mantenuto in sede, conformando alla sua presenza l’edificio, in una sorta di vetrina botanica.

La copertura del corpo di ingresso è costituita da una falda inclinata in vetrocamera con interposta una pellicola antisolare serigrafata, mentre quella del corpo principale è piana e rivestita di pannelli fotovoltaici opportunamente mascherati da un bordo di contenimento in muratura.

Si è valutato infatti che una soluzione tecnologica avanzata, pure di grande importanza per la eco-compatibilità dell’edificio, dovesse essere non esibita e consona allo stile del luogo e della sua memoria.

In modo analogo, la struttura portante è pensata in acciaio, ma rivestita di una spessa muratura di balle di paglia ingabbiate in rete metallica e rivestite di intonaco a base di argilla, ottenendo un’estetica ‘moderna’ con il connubio di tecnologia avanzata e materiali tradizionali e a basso impatto ambientale: una sorta di ‘chilometro zero’ rispetto alla economia agraria della regione, che può fornire all’edilizia materia prima derivante dal lavoro dei campi.

In generale dunque la struttura è costruita con materiali a secco, che comportano una più agile gestione di cantiere e, di conseguenza, un impatto meno invasivo sul parco di quanto non siano le tecnologie basate sul calcestruzzo.

Il design degli interni qui si propone come rivisitazione dei cromatismi, delle finiture ceramiche e degli arredi pontiani, con l’intenzione di caratterizzare l’ambiente con un tema estetico-formale, in questo caso l’opera di Gio Ponti. Quindi i locali seminterrati della SpA sono rivestiti di tessere di mosaico che formano un decoro a onde, mentre la ‘sala delle feste’ presenta motivi ornamentali ispirati alle ceramiche progettate per la manifattura di Doccia e conta tra i propri arredi la sedia ‘Superleggera’.